Quasi un artigiano trevigiano su due non ha un sito che funzioni. Lo dice il Rapporto 2026 di Marca Digitale: su 282 imprese artigiane della provincia di Treviso, il 45% non ha un sito, ce l’ha non funzionante oppure fermo a parecchi anni fa. E un’impresa su tre scrive ancora a clienti e fornitori da un indirizzo Gmail o Libero.
Il rapporto l’ho curato io, a ottobre 2026, analizzando imprese con sede in 95 comuni della Marca. Lo trovi completo, con tabelle e metodo, su Marca Digitale – Rapporto 2026. Qui ti riassumo i numeri che mi hanno colpito di più.
Come ho fatto l’analisi
Ho guardato ogni impresa come la guarderebbe un cliente: ho aperto il sito indicato (o l’ho cercato partendo dal dominio dell’email) e ho controllato quattro cose:
- se il sito si apre;
- se usa una connessione sicura (https);
- se si legge bene dal telefono;
- qual è l’ultimo anno di aggiornamento indicato.
Le imprese vengono da un elenco online pubblico di aziende del territorio. Il rapporto pubblica solo dati aggregati: nessuna azienda viene nominata.
I numeri principali
- 51% (143 imprese): sito funzionante e aggiornato;
- 15% (43): sito datato, cioè non sicuro, non adatto al telefono o non aggiornato da prima del 2020;
- 19% (54): nessun sito;
- 5% (14): solo una pagina social o la scheda Google;
- 6% (17): un indirizzo che non si apre, oppure un sito vuoto o “parcheggiato”;
- 4% (11): non classificabili, perché il server blocca le verifiche automatiche.
Messi insieme, 85 imprese su 282 (il 30%) non hanno un sito proprio che funzioni. Se aggiungi quelle con il sito datato arrivi a 128: il famoso 45%.
Poi c’è l’email: 97 imprese, il 34%, usano un indirizzo gratuito invece di uno con il nome dell’azienda.
Settore per settore
La quota di imprese con un sito assente o datato cambia molto da un mestiere all’altro:
- Benessere (parrucchieri, estetica): 75%
- Moda e oreficeria: 59%
- Meccanica e produzione: 48%
- Casa, edilizia e arredo: 47%
- Servizi, grafica e altro: 44%
- Alimentare: 37%
- Impianti (idraulici, elettricisti, fumisti): 37%
- Auto e officine: 36%
Le officine hanno siti messi meglio della media, ma sono seconde per email gratuita: 52%, dietro solo al benessere (69%). Attenzione però: nei gruppi più piccoli le percentuali sono una tendenza, non una misura precisa. I numeri esatti per ogni settore sono nella tabella del rapporto.
Il dato che non mi aspettavo: i siti abbandonati
Mi aspettavo tante imprese senza sito. Non mi aspettavo così tanti siti lasciati morire. 17 imprese indicano ancora un indirizzo che non si apre o porta a una pagina vuota, e 43 hanno un sito che dal telefono non si legge o non viene toccato da anni.
Sono aziende che un sito l’avevano fatto, l’avevano pagato, e poi l’hanno dimenticato. Il dominio scade, l’hosting non viene rinnovato, il sito smette di aggiornarsi. E il link resta lì, sui biglietti da visita e negli elenchi, a portare i clienti verso una pagina di errore.
C’è anche un altro problema, più sottile: in più di un caso, cercando un’impresa per nome su Google, compariva prima un’azienda con lo stesso nome ma di un’altra regione, con un altro numero di telefono. Il cliente rischia di chiamare la persona sbagliata.
Perché conta anche per chi lavora col passaparola
“Io lavoro col passaparola, il sito non mi serve.” È la frase che sento più spesso. Il passaparola funziona ancora, ma oggi ha un passaggio in più: chi riceve il tuo nome lo cerca sul telefono prima di chiamarti.
Se trova un sito chiaro, con i lavori fatti, la zona in cui lavori e un numero da toccare, ti chiama. Se non trova niente, trova un errore o un omonimo, il passaparola si ferma proprio all’ultimo metro.
Cosa puoi fare da subito
Il rapporto chiude con cinque azioni pratiche. Le riassumo qui:
- Cercati su Google dal telefono, sia per nome sia con “mestiere + comune”.
- Sistema la scheda Google Business: è gratuita e spesso è la prima cosa che il cliente vede.
- Apri il link del tuo sito: se non funziona, toglilo dai biglietti da visita o rimettilo in piedi.
- Passa a un’email aziendale, tipo info@nomeazienda.it: costa pochi euro l’anno.
- Fai un sito semplice ma tuo: poche pagine, leggibile dal telefono, con il numero in evidenza.
Marca Digitale: l’analisi gratuita per gli artigiani trevigiani
Da questi dati è nato Marca Digitale, il progetto con cui accompagno le imprese artigiane della provincia di Treviso a farsi trovare online. Se hai un’impresa artigiana nella Marca, puoi chiedere un’analisi gratuita della tua presenza online: Google, sito, scheda Maps, recensioni ed email, con un punteggio da 0 a 100 e le tre cose da sistemare per prime. Se vuoi, ti preparo anche un’anteprima gratuita della homepage del tuo sito. Decidi solo dopo averla vista.
I prezzi sono finali e scritti in chiaro sulla pagina del progetto. Per un numero limitato di aziende che aderiscono entro il 31 gennaio 2027, con il pacchetto Sito Vetrina + Google il primo anno di hosting e manutenzione è incluso.
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Domande frequenti
Quanti artigiani della provincia di Treviso hanno un sito che funziona?
Secondo il Rapporto 2026 di Marca Digitale, su 282 imprese artigiane trevigiane il 51% ha un sito funzionante e aggiornato. Il 45% non ha un sito, ce l’ha non funzionante o datato.
Quale settore artigiano è più indietro online?
Il benessere (parrucchieri ed estetica), dove tre imprese su quattro hanno un sito assente o datato. Seguono moda e oreficeria (59%) e meccanica e produzione (48%).
Il campione rappresenta tutti gli artigiani trevigiani?
No, e il rapporto lo dice chiaramente. Sono imprese che compaiono in un elenco online, quindi probabilmente più attente della media alla propria visibilità. Il quadro reale, con buona probabilità, è meno favorevole.
Posso citare i dati del rapporto?
Sì. Dati e grafici si possono riprendere citando la fonte “Marca Digitale – Rapporto 2026, a cura di Enrico Fusco”, con un link alla pagina del rapporto.
Fonti
- Marca Digitale – Rapporto 2026: la presenza online delle imprese artigiane trevigiane(Enrico Fusco, ottobre 2026)
E tu, se hai un’impresa artigiana: quando qualcuno ti cerca su Google, cosa trova? Raccontamelo nei commenti.
